Calcio Femminile: Intervista a Rossana Scalise

Giocare con i tacchi a spillo? Si, è possibile. O almeno non come potremmo immaginare.

Da qualche anno si fa sempre più largo nel mondo dello sport il calcio femminile.
Ed è proprio al calcio femminile e più nello specifico, calcio a 5, che abbiamo deciso di dedicare uno spazio all'interno del nostro blog.
Da oggi nascerà la rubrica "Il calcio rosa", e prevederà una serie di interviste alle calciatrici del territorio calabrese.
Cominciamo con le ragazze di due squadre di calcio che sabato scorso hanno disputato la finale della Coppa Italia Dilettanti: le ragazze della Sangiovannese e quelle della AGLES Catanzaro.

Vi presentiamo Rossana Scalise, calciatrice della Sangiovannese.

D: "Buongiorno e grazie per l’intervista che ci stai concedendo"

R: "Buongiorno a tutti e grazie a voi".

D: "Sei nata in una terra, quella calabrese, che è ricca della storia di tanti sport. Che cosa ti ha spinto ad avvicinarti proprio al calcio?"

R: "La passione per il calcio è nata grazie alla spinta dei miei amici. Ho imparato a giocare a calcio giocando tra i vicoli del mio paese con tutti i maschietti e oggi finalmente sono fiera di far parte di una squadra femminile".

D: "Perché hai preferito il calcio a 5 al calcio ad 11?"

R: "Non saprei rispondere".

D: "Ti è mai capitato nella tua carriera, magari quando eri più piccola, subire dei pregiudizi o ingiustizie per la tua passione considerata da molti (prettamente maschile)?"

R: "Purtroppo fin da piccola ho subito pregiudizi anche dalla mia famiglia, l'unica che non mi ha sostenuto in questa mia passione, in questo sogno. Ricordo ancora quando tornavo sudata dal cortile non appena aprivo la porta subivo gli insulti di mia madre 'maschiaccio... non ti vergogni' e molte volte dovevo anche nascondermi per non farmi vedere e per non farmi prendere a schiaffi davanti a tutti i miei amici".

D: "A che età hai cominciato a giocare?"

R: "Fin da piccola dall'età di 7-8 anni ho cominciato a giocare a calcio con gli amichetti ma solo quest'anno, all'età di 14 anni, ho avuto la possibilità, grazie all'intervento delle mie cognate, di far parte di una squadra".

D: "In che ruolo giochi?"

R: "Fascia sinistra".

D: "Come alterni i tuoi impegni giornalieri con la passione per il calcio e dunque con gli allenamenti e le partite?"

R: "Spesso per non saltare gli allenamenti abbandono i miei impegni e spesso anche lo studio".

D: "Quali sono i ricordi più belli che hai legati alla tua attività agonistica?"

R: "Un ricordo che porterò sempre nel cuore è stata la mia prima partita. Non sentivo più le gambe, le mani tremavano ma ero davvero felice. E' stato l'inizio di un grande sogno".

D: "Hai un rito propiziatorio prima di entrare in campo? Se si, quale?"

R: "Prima di entrare in campo la prima cosa che faccio è guardare il cielo poiché lì c'è una persona molto importante per me che mi ha lasciato anni fa. Infatti il mio numero di maglia è il 22, la sua data di nascita".

D: "Quali sono i tuoi idoli calcistici?"

R: "Il mio idolo è Alessandro Del Piero, ex giocatore della Juventus".

D: "Il calcio cosa ti ha dato a livello personale?"

R: "Il calcio per me è felicità. Mi ha dato la forza, mi ha fatto capire che non bisogna mai mollare per i propri sogni e che se ci credi prima o poi, con i sacrifici, si avverano".

D: "A fianco di quale campione del calcio e maschile e femminile ti piacerebbe giocare?"

R: "Sarebbe un sogno giocare con Paulo Dybala o con la calciatrice della Juventus women Martina Rosucci".

D: "Cosa differenzia secondo te il calcio femminile da quello maschile?"

R: "Credo non ci sia nessuna differenza. Solo posso dire che il calcio maschile è più avanti rispetto a quello femminile poiché si da più fiducia agli uomini che alle donne. Comunque credo che questo 2018 sarà un anno di svolta anche per il calcio femminile".

D: "Come ti vedi tra dieci anni?"

R: "Non progetto il mio futuro. Tra dieci anni non so cosa faremo. So solo che continueremo a far crescere questa passione, questo nostro sogno".

D: "Quali saranno i tuoi prossimi obiettivi?"

R: "Il mio prossimo obiettivo è migliorare ogni giorno sempre di più e fare così dei grandi progressi anche con la squadra".

D: "Come giudichi il calcio calabrese?"

R: "In Calabria il calcio sta facendo grandi progressi. Il Crotone in Serie A ad esempio. Ma noi dobbiamo ancora sudare per far capire che il calcio non è solo maschilista ma anche femminista. E che anche le donne possono avere un lato femminista con un pallone tra i piedi".

D: "Chi è il tuo più grande tifoso?"

R: "A questa risposta vi aspetterete che vi dica che il mio più grande tifoso sia mio padre o i miei fratelli. E invece no. Sono le mie cognate a sostenermi ogni giorno. Ed è grazie a loro se faccio parte di questa squadra".

D: "Quali consigli ti sentiresti di dare ad una bambina che come te vorrebbe intraprendere la carriera calcistica?"

R: "Care ragazze rincorrete i vostri sogni. Il calcio vi darà tante soddisfazioni. Molto spesso subirete dei pregiudizi ma voi alzate sempre la testa e non mollate mai. Credeteci sempre nei vostri sogni.
Quella palla d'aria vi darà tante soddisfazioni, tanta forza, grinta ma soprattutto vi darà felicità".

D: "Grazie per l’intervista. Vuoi salutare e dire grazie a qualcuno?"

R: "Voglio ringraziare il presidente Giuseppe Audia, il mister Giuseppe Pagliaminuta che ci sostengono in questa passione, lasciano i loro impegni per venirci ad allenare. 
Ci allenano con amore e grande passione.
Vorrei salutare le mie cognate Debora Cimino e Valentina Comino che mi hanno sostenuto in questa passione e che mi hanno dato la forza di non mollare mai. E un saluto particolare a mio zio che mi sostiene da lassù.
Inoltre volevo dire che oggi la mia famiglia si è resa conto di quanto sia importante per me far parte di una società. 
Un grazie ai miei amici che mi hanno tramandato questa passione, per avermi insegnato a calciare  e per aver tante volte cercato di convincere mia madre. Ricordo ancora la loro faccia triste quando dissi loro che non potevo più giocare altrimenti mia madre mi avrebbe ammazzato.
Oggi mi sento di dire grazie anche a lei, per tutte le volte che mi ha dato del 'maschiaccio'.
E grazie a tutti coloro che mi hanno sostenuto e mi sostengono ancora oggi e in particolar modo alle mie compagne di squadra che mi dicono sempre di crederci".


Commenti